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Il
Museo delle Armi

e delle Mappe Antiche della Fortezza di Civitella del Tronto è stato
istituito ed inaugurato nell’Agosto del 1988 ed oggi - a 16 anni di
distanza - è stato riconosciuto Museo di 1° categoria dalla Regione
Abruzzo. E’ ospitato nei locali che, un tempo, costituivano gli
alloggiamenti della guarnigione militare. Dopo recenti lavori di
ammodernamento, si compone di otto stanze espositive di cui 5 dedicate
alla collezione permanente e 3 utilizzate per mostre straordinarie. La
collezione permanente si articola su due piani; al piano terra

– negli
ex magazzini dell’artiglieria – sono posizionati 5 cannoncini:

due
modelli Falconi o Falconetti da marina del secolo XVII, un obice
settecentesco da fortezza di piccole dimensioni oltre a due cannoni da
campagna di cui uno napoleonico utilizzato nella campagna italiana di
inizio ottocento. La stanza si completa con una vetrina contenente palle
di cannone autentiche ritrovate durante i lavori di restauro della
fortezza. In questi locali – negli anni 2002 e 2003 – è stata
ospitata la bellissima mostra intitolata “I cannoni delle Fortezze
Meridionali”; in collaborazione con il Museo Storico Nazionale di
Artiglieria di Torino, sono stati esposti al pubblico tre originali
cannoni bronzei di cui anche quella colubrina bronzea del 1610

(lunga
quasi cinque metri e del peso di oltre 30 quintali) che era stata sugli
spalti della fortezza fino al 1861 e affettuosamente rinominata dai
civitellesi la “scornata” per alcuni danneggiamenti subiti alla
canna nel corso dei secoli. Salendo al
secondo piano, nei locali delle ex mense e cucine del forte, in
senso di visita, il primo ambiente

è quello dedicato al Prof. Giorgio
Cucentrentoli di Monteloro con al suo interno sei vetrine ospitano
alcuni pezzi più moderni della collezione: da notare una divisa
pontificia da diplomatico, un elmo sempre papalino del 1848 e alcune
armi e documenti riconducibili ai Savoia e a Garibaldi. Al centro del
locale una splendida rastrelliera portafucili circolare napoleonica con
diversi pezzi importanti.
La successiva
stanza, più grossa, quella cosiddetta “risorgimentale”,

accoglie
quattro bacheche che contengono armi (soprattutto fucili a luminello,
pistole, sciabole e baionette) appartenute all’esercito borbonico
delle Due Sicilie e a quello sabaudo (in particolarmodo al corpo dei
bersaglieri).
La sala si completa
con alcuni documenti importanti fra i quali un disegno della città di
Civitella del Tronto del 1557, ritrovato a Londra, durante l’assedio
sostenuto contro le truppe francesi del duca di Guisa e la riproduzione
di un quadro di Carlo Bossoli, pittore ticinese di fiducia dei Savoia
che ritrasse tutte le imprese risorgimentali dell’esercito piemontese
dal 1859 al 1861, con raffigurata l’ultima notte della Fortezza prima
della resa (l’originale è contenuto al Museo del risorgimento a
Palazzo Carignano di Torino).
La
terza stanzetta
del Museo

è arredata, nel suo mezzo, con un cippo confinario,
l’antica colonna di travertino che separava il Regno delle Due Sicilie
dallo Stato Pontificio; la parte quadrangolare era quella ipogea mentre
quella cilindrica reca, da un lato, il giglio

- stemma dei Borbone di
Napoli - con il numero progressivo 609, dall’altro le chiavi
incrociate pontificie

e l’anno - il 1847 - di ridefinizione dei
confini fra Papa Pio XI e Ferdinando II.
L’ultima stanza

presenta due bacheche contenenti le armi più antiche dell’intera
collezione: di valore alcune pistole a pietra focaia,

alcuni schioppi a
miccia (XV secolo) e alcuni fucili da Fortezza sempre a pietra focaia.
Le pareti presentano diversi documenti interessanti fra i quali
segnaliamo alcune mappe austriache, opera del maggiore Geisdorf, che ci
riproducono fedelmente il Forte e il paese di Civitella così come era
nel 1821.
Nei
locali di fronte, ex alloggi ufficiali, altre tre stanze ospitano mostre
temporanee: da segnalare che qui – dal 26 giugno al 31 ottobre 2004
– viene ospitata l’iniziativa denominata “L’ultima battaglia
dell’Unità d’Italia”. Sono esposte le armi autentiche utilizzate
dagli eserciti borbonico e sardo-piemontese nell’assedio di Civitella
del Tronto nel 1860/61. Anche questa mostra è stata realizzata in
collaborazione con il Museo Storico Nazionale di Artiglieria di Torino.
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