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L’ideazione
dell’arma in asta risale a decine di migliaia di anni fa. L’asta assai
lunga e la cuspide relativamente piccola rendono quest’arma di facile
costruzione; anche il suo utilizzo risente di questa semplicità
trattandosi di un’arma pratica anche da scagliare. In età preistorica
la lancia assume un’importanza che si può realmente definire vitale,
essendo usata sia nella caccia sia in guerra, e conserva quest’importanza
anche dopo la diffusione dell’allevamento e dell’agricoltura.
Nelle civiltà dell’evo antico la lancia è ancora la principale arma
degli eserciti e la scoperta dei metalli (prima il bronzo poi il ferro)
consente di perfezionarla ed irrobustirla. Per tutta quest’epoca e nell’Alto
Medioevo resterà efficace solo di punta e si impugnerà con una mano
sola. Armi di questo tipo rimarranno in uso presso popolazioni di altri
continenti fino alla metà del XX secolo e talvolta oltre, mentre in
Europa praticamente scompariranno.
In Occidente infatti si diffondono tipi assai differenti d’armi in asta
che seguono linee evolutive diverse, a seconda che siano destinate alla
fanteria o alla cavalleria. Lo spiedo aveva una limitata diffusione già
nell’evo antico per la caccia alla grande selvaggina ma, col Medioevo,
si evolve in numerosi tipi, da caccia e da guerra.
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Del
tutto nuove sono invece le armi derivate da attrezzi contadini; anche
questi si impugnano a due mani e sono usati a piedi ed esclusivamente in
guerra. La lancia del cavaliere, a sua volta, si è evoluta e, nel tardo
Medioevo, ha assunto un’asta molto pesante, mentre la cuspide è rimasta
piccola.
L’evoluzione dell’arma da fuoco pone in secondo piano l’arma in asta
nel combattimento. Tra il tardo ‘500 e il ‘700 armi in asta sempre
più piccole e leggere divengono appannaggio di ufficiali e sottufficiali,
non più per il combattimento, ma come insegne di rango. D’altra parte,
armi talvolta imponenti danno prestigio alle guardie delle Case Regnanti e
delle grandi famiglie. Quest’uso durerà fino ai nostri giorni: tutti
conoscono le alabarde impugnate dalle guardie pontificie, mentre altre
varietà compaiono nelle cerimonie al Quirinale ed in varie capitali
europee.
I reperti presentati fanno parte della cospicua collezione del Museo
Storico Nazionale di Artiglieria di Torino. Un piccolo numero di essi
documenta forme primitive ma il periodo meglio rappresentato è quello tra
il ‘500 e prima parte dell’800, epoca in cui in Europa si è prodotta
una straordinaria varietà di modelli.
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